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domenica 15 aprile 2012

chiesa del monastero di Doroteo Vlatis, Tessalonica

Chiesa del monastero di Doroteo Vlatis

lato occidentale


Il monastero fu originariamente dedicato al Cristo Pantokrator e solo molto più tardi alla Trasfigurazione.

Fondazione: la fondazione del monastero da parte di Doroteo Vlatis, discepolo di Gregorio Palama e patriarca di Tessalonica dal 1371 al 1379, è ricordata da una targa di marmo del 1801 posta sopra l'entrata ovest della chiesa e dovrebbe collocarsi intorno al 1360.
Durante la dominazione ottomana il monastero mantenne i suoi privilegi ma il katholikon fu trasformato in moschea come dimostra la ricopertura degli affreschi e prese il nome di Cavus Manastir:
a. Secondo una cronaca in versi del XVI sec., i monaci del monastero aiutarono Murad II a prendere la città suggerendogli di tagliare l'acqua. Il monastero sorge effettivamente in prossimità del punto dove l'acquedotto fa il suo ingresso in città e le sue acque vengono divise, come testimoniato dal ritrovamento di tre grandi cisterne sotto al pavimento. Successivamente Murad pose in questo punto un posto di guardia comandato da un sergente (cavus).
b. Un'altra versione vuole che Cavus Bey, primo governatore ottomano di Tessalonica, fece distruggere il monastero e immediatamente si ammalò. In sogno gli fu detto che sarebbe guarito se avesse fatto ricostruire il monastero cosa che egli prontamente fece.



Katholikon: è stato molto rimaneggiato da vari interventi. Originariamente presentava un nucleo centrale cruciforme voltato a cupola con abside e pastoforia, circondato da un deambulatorio che terminava sul lato est con due cappelle. La particolarità consiste nel fatto che la cupola, dalla parte dell'abside, s'imposta direttamente sulle murature del presbiterio e, dalla parte opposta, su due pilastri. Sondaggi recenti hanno dimostrato che questa particolare conformazione fu dovuta alla necessità d'incorporare i resti di una chiesa preesistente.

Abside

All'esterno la cupola è ottagonale ed è provvista di sei finestre incorniciate da semicolonne con i caratteristici capitelli in mattoni disposti a dente di sega. La muratura è in pietre inframmezzate da mattoni.
La capella nord, il muro nord, quello ovest e una piccola parte di quello sud del deambulatorio sono frutto dei rifacimenti del 1801. Il porticato sud e il propileo dell'entrata ovest sono aggiunte del 1907.

lato sud


Affreschi:
(navata centrale): nella cupola Cristo Pantocrator e figure di Profeti; negli intradossi rappresentazioni delle Dodici Feste; sulle pareti due fasce di santi eremiti e monaci.
(deambulatorio): raffigurazione di santi militari nel registro più basso, scene dal ministero di Cristo in quello superiore. Il Battesimo e la scena dei Tre fanciulli nella fornace, in due absidiole nel nartece, sono quelli meglio conservati.

Battesimo di Cristo

I tre fanciulli nella fornace

Due raffigurazioni di S.Gregorio Palamas (+1359 e santificato poco dopo), una nel muro di destra del passaggio tra il nartece e la navata centrale, l'altra nella cupola della cappella sud insieme ai Teologi che circondano il Pantocrator, contribuiscono a datare gli affreschi (1360-1380) e a chiarire i rapporti che legavano il fondatore agli Esicasti.

Nella sacrestia si conserva ancora – nonostante le devastazioni subite dal monastero nel 1387 (conquista turca della città) e nel 1821 (repressione dei moti indipendentisti) – una ricca raccolta di icone.
Tra queste va segnalata un'icona di epoca paleologa (1370 c.ca), opera di una bottega locale ed interamente dedicata alla Passione di Cristo, in cui sono raffigurate le scene della Flagellazione e della Salita al Calvario, che appaiono molto raramente nell'iconografia bizantina.

cm. 50x40, 1370 c.ca

Il monastero di Vlatis è l'unico monastero bizantino ancora funzionante a Tessalonica.


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