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domenica 27 novembre 2011

Mausoleo di Galla Placidia, Ravenna

Mausoleo di Galla Placidia (425-430)






E' molto dubbio che in questa piccola costruzione a croce latina sia stata sepolta Galla Placidia che, molto più probabilmente fu inumata a Roma (cfr. Mausoleo di Onorio annesso all'antica basilica di S.Pietro); è certa invece la sua destinazione a oratorio dedicato a S.Lorenzo. Originariamente era collegata, tramite un portichetto, all'ardica della vicina chiesa di Santa Croce. 
Nel 1602, per creare l’attuale via Galla Placidia, venne demolita l'ardica ed accorciata la facciata di S. Croce, rendendo così isolato il piccolo sacello di Galla Placidia.


L'esterno si presenta di estrema semplicità e non lascia minimamente immaginare la ricchezza dell'interno.
Raramente, come in questo caso, si percepisce l'immaterialità degli spazi paleocristiani e il reciproco integrarsi di architettura e decorazione musiva. Da notare la volta a botte che si presenta entrando: è di un azzurro profondo, con decorazioni circolari auree e corolle di bianche margherite.
Alle spalle, sopra la porta d'ingresso, il mosaico del Buon Pastore giovane e con la barba, sta a significare che solo attraverso il Cristo si raggiunge la pace eterna.


La cupola presenta una croce d'oro in cielo stellato, ai lati i simboli dei quattro evangelisti.
Da notare l'analogia con la cupola del battistero di S.Giovanni in fonte (Napoli, IV-V sec.), anche in quel caso i 4 animali non hanno tra le zampe (o tra le mani) i libri degli evangelisti.
Questo dovrebbe significare che per l'intero ambiente è sottolineato il connotato simbolico di Gerusalemme celeste, in quanto gli animali sono quelli del Tetramorfo citati dall'Apocalisse.


In basso, nelle lunette del tamburo, gli apostoli in coppia in atto di acclamazione della croce che li sovrasta (la presenza di soli otto apostoli è dovuta all'impostazione architettonica delle lunette che sono bipartite da una finestra centrale; i quattro apostoli mancanti sono probabilmente raffigurati nelle volte a botte dei bracci laterali in mezzo a racemi d'acanto).
Nella lunetta di fronte, San Lorenzo con la croce del martirio sulla spalla destra e il libro dei Salmi nella mano sinistra incede verso la graticola; nella parte sinistra della lunetta si vede un armadietto contenente i quattro Vangeli a simboleggiare la Fede per la quale il santo diede la vita.
Nel sottarco una greca dai vivissimi colori.


Nelle lunette dei bracci laterali due coppie di cervi, tra girali d'acanto, si abbeverano ad una fonte ("come la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te o Dio", Salmo 41)



Sarcofagi:
1. Il sarcofago di fronte all'ingresso è considerato quello di Galla Placidia. Presenta un coperchio a doppia ala di tetto con acroteri laterali ed è nudo e rozzo. Secondo una tradizione, l'imperatrice giaceva all'interno assisa su un trono di legno ed era visibile attraverso un foro praticato nella parete posteriore, attraverso il quale nel 1577 alcuni giovani gettarono delle candele che diedero fuoco alla mummia e al trono. E' quindi plausibile che questo corpo sia stato introdotto nel sarcofago tra il XIII e il XIV sec. quando furono falsificate moltissime reliquie. Galla Placidia fu molto più verosimilmente inumata a Roma, nel Mausoleo di Onorio (poi ridedicato nel 737 da  papa Paolo II a S.Petronilla), dove già aveva fatto traslare le spoglie di Teodosio, il figlioletto avuto da Ataulfo (1).

2. Il sarcofago posto sulla sinistra è considerato quello di Costanzo, il generale sposato da Placidia in seconde nozze. Presenta nella fronte un agnello nimbato con il monogramma di Cristo che poggia su una roccia da cui sgorgano i quattro fiumi del Paradiso e affiancato da due agnelli che probabilmente rappresentano due apostoli.


3. Il sarcofago di destra è considerato quello di Valentiniano III o di Onorio, figlio e fratello dell'Augusta. Presenta un coperchio a baule lavorato a squame e nella fronte una edicola centrale con una croce, sui cui bracci laterali poggiano due colombe, e un agnello che appoggia su una roccia da cui sgorgano i quattro fiumi del Paradiso, scena che richiama chiaramente quella del sarcofago di fronte.

 
 
Note:
 
(1) Un'altra ipotesi indica come luogo di sepoltura di Galla Placidia un sarcofago situato all'interno della la cappella di S.Aquilino, nella basilica milanese di S.Lorenzo, che per questa ragione è detta anche cappella della Regina.
Una disamina delle varie ipotesi di attribuzione dei sarcofagi presenti nel mausoleo si trova in Corrado Ricci, Il sepolcro di Galla Placidia in Ravenna. Parte II (la Reggia - le salme), Bollettino d'arte, fasc. XII, 1913.

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